Al Museo del Cinema
La città di Torino dedica più di un mese di manifestazioni al regista polacco Andrzej Wajda intorno all’iniziativa Verso una Polonia europea, organizzata dall’Associazione di Cultura Globale Il Mutamento Zona Castalia.
Il Museo Nazionale del Cinema ripropone dal 14 al 27 aprile nelle sale del Cinema Massimo una prima parte dell’opera cinematografica di Wajda, che sarà proseguita nel mese di maggio. Per la prima volta in Italia sarà quindi possibile vedere quasi interamente la produzione del regista, a partire dagli esordi di Generazione (1954), I dannati di Varsavia (1957), e Cenere e diamanti (1958), incentrati sulle proprie esperienze durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino al suo ultimo film del 2002 La vendetta, un omaggio al teatro tradizionale polacco.
Ricordiamo che nel 2000 Wajda ritirò il premio Oscar alla carriera, pubblicamente reclamato da Steven Spielberg, in seguito al quale il regista polacco, combattente partigiano contro il nazismo, ha accettato di filmare per la Survivors of the Shoah Visual History dello stesso Spielberg il documentario Mi ricordo, raccolta di testimonianze di sopravvissuti polacchi dell’Olocausto (Il progetto d Spielberg continua, e in queste settimane il torinese Mimmo Calopresti sta facendo lo stesso lavoro in Italia). Per ricostruire dal punto di vista critico e biografico la figura di Wajda viene anche presentata in parallelo alla rassegna una monografia sul regista edita dalla Lindau, a cura di Silvia Parlagreco.









