Red Eye
Sceneggiatura: Carl Ellsworth
Interpreti: Rachel McAdams, Cillian Murphy
Durata: 86 min.
Montaggio: Patrick Lussier
Musiche: Marco Beltrami
Scenografia: Bruce Alan Miller
Fotografia: Robert Yeoman
Paese, Anno: Usa, 2005
Distribuzione: Uip
Trama
Lisa Reisert odia viaggiare in aereo ma il terrore che l’attende su un volo notturno verso Miami non ha nulla a che vedere con la paura di volare. Salita a bordo, la ragazza scopre di essere seduta accanto a Jackson, lo stesso con cui ha condiviso un drink al terminal dell’aeroporto. Subito dopo il decollo, però, Jackson mostra il suo vero volto rivelando la vera ragione per cui si trova sull’aereo: è in missione per uccidere il vice segretario alla sicurezza interna e Lisa rappresenta la chiave per il successo dell’operazione. Se si rifiuta di cooperare, suo padre verrà ucciso da un killer che attende la chiamata di Jackson. Intrappolata nell’aereo a 9.000 metri di altezza, Lisa non ha modo di chiedere aiuto senza mettere in pericolo la propria vita, quella di suo padre e quella dei passeggeri…Recensione
Cosa è successo a Wes Craven? La domanda, come si sul dire, sorge spontanea appena scorrono i titoli di coda facendoci ritrovare alquanto spiazzati. Abbandonate le maschere horror di Freddy Krueger e l’Uomo nero, il regista di Nightmare e Scream ci fa rimpiangere a più non posso i suoi vecchi horror di un tempo. Quelli sì che assicuravano brividi e tensioni, tutt’altra storia. Qui, infatti, ci troviamo di fronte ad un thriller che dopo una prima parte niente male vira pericolosamente ai limiti del grottesco.
Dopo lo choc dell’11 settembre, il cinema americano è tornato a sfruttare il vecchio filone del genere “terrore in volo” (oltre all’ottimo Flightplan con Jodie Foster in arrivo il 4 novembre, sono già previsti altri film sul tema) e fin qui niente di male: il problema è che da un maestro come Craven ci saremmo aspettati qualcosa di più. Interpretato da due giovani attori in ascesa come Rachel McAdams e Cillian Murphy, la storia inizia direttamente in aeroporto dove i due protagonisti fanno una conoscenza casuale (ma di casuale, come si intuisce dopo pochi minuti, c’è ben poco) al check- in.
Lei ha appena staccato la spina concedendosi qualche giorno di ferie per volare a Miami, ma ignora che il ragazzo con gli occhi azzurri che le offre un drink prima di salire sul suo stesso aereo ha ben altri fini. Salita a bordo, infatti, Lisa si ritrova Jackson seduto accanto senza immaginare minimamente che da lì a poco il suo viaggio si rivelerà un incubo. L’uomo, infatti, scopre quasi subito le sue carte rivelando il suo piano criminale.
Nell’hotel dove lavora Lisa sono attesi il vice segretario alla sicurezza interna con moglie e pargoletti al seguito e Jackson è salito su quell’aereo per ricattare la ragazza: se non riuscirà a far cambiare la suite assegnata al vice segratario, chiamando l’hotel con il telefono satellitare a bordo, suo padre morirà ucciso da un complice di Jackson. Il ritmo serrato con cui si svolge l’azione nella prima parte, purtroppo, cede il passo ad una serie di avvenimenti che appiattiscono tutto, facendo somigliare Red Eye ad un telefilm senza troppe pretese.
Senza svelare il finale, ci limitiamo a dire che nella seconda parte Lisa si trasforma quasi in una parodia di Lara Croft, ingaggiando un corpo a corpo con il suo ricattatore mentre il padre è agonizzante sul pavimento di casa loro… Inutile aggiungere altro, tutto diventa prevedibile e scontato: la suspence è ben poca, in compenso arriva inaspettata qualche risata. Che per un thriller, diciamolo, non è il massimo. Rachel McAdams (Mean Girls, Le pagine della nostra vita), è promossa con ampia sufficienza e Cillian Murphy, più perfido che mai, sembra quasi impegnato in una variazione del Dottor Jonathan di Batman Begins.
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